Wednesday, 16 February 2012, 6pm
XVIII. Building an Art Audience
Rein Wolfs (Kunsthalle Fridericianum)
Jenni Lomax (Cmden Arts Centre)
Wednesday, 26 genuary 2012, 6pm
XVII. Marco De Michelis interviews Nikolaus Hirsch
Wednesday, 21 December 2011, 6pm
XVI. Expanded exhibitions: cataloghi, libri, riviste, siti…
Keynote speaker: Maria Fusco (Goldsmiths College, London)
Charles Guarino (Artforum)
Julieta Aranda (e-flux)
Tuesday, 29 November 2011, 6pm
XV. Curating the Most Beautiful Kunsthalle in the World
Giornata di discussione dedicata alla figura del curatore, alle trasformazioni e al destino della sua funzione. La discussione sarà articolata in tre sezioni:
10:00
Introduzione: Marco De Michelis/Filipa Ramos (FAR Como)
Keynote Speaker: Maria Lind (direttore, Tensta Konsthall, SpÂnga)
11:00 – 13:00
1. Il canone
Teresa Gleadowe (curatore e scrittore, London)
Bruce Altshuler (direttore, museum studies program, NYU)
Christian Rattemeyer (curatore, MoMA New York)
14:30 – 16:30
2. La mostra
Jens Hoffmann (direttore, CCA Wattis, San Francisco)
Lynne Cooke (chief curator, Museo Reina Sofia, Madrid)
Celine Condorelli (artista; curatore, Eastside Projects, Birmingham)
Raimundas Malašauskas (curatore indipendente, Paris)
17:00 – 18:30
3. Le istituizioni
Chus Martìnez (capo dipartmento, Documenta 13, Kassel)
Dirk Snauwaert (direttore artistico, Wiels, Bruxelles)
Friday, 4 November 2011, 6pm
XIV. Sulla riva del lago
Rudolf Sagmeister (Kunsthaus Bregenz)
Chiara Parisi (Centre international d’art et du paysage de VassiviËre)
Marco Franciolli (Museo Cantonale Lugano)
Thursday, 6 October 2011, 6pm
XIII. Kunsthallen e Kunstvereine: il modello tedesco
Keynote speaker: Stephan Berg (Kunstmuseum Bonn)
Nicolaus Schafhausen (Witte de With, Rotterdam)
Peter Pakesch (Kunsthaus Graz)
Thursday, 15 September 2011, 6pm
XII. La Kunsthalle più bella del mondo 3.
Marco De Michelis intervista Vicente Todoli
Tuesday, 21 June 2011, 6pm
XI. Displays
Iwona Blazwick (Whitechapel, London)
Andrea Lissoni (HangarBicocca, Milano)
Mario Lupano (IUAV, Venezia)
Coordinator: Stefano Collicelli Cagol
Wednesday, 1 June 2011, 6pm
X. Italian Non-profit
Keynote speaker: Roberto Pinto (Uni Trento)
Emanuela De Cecco (Uni Bolzano)
Stefano Chiodi (Dams, Uni Roma)
Coordinator: Marina Sorbello
Friday, 29 April 2011, 6pm
IX. Not only Art
Keynote speaker: Joseph Grima (Domus, Milano)
Maria Luisa Frisa (Pitti Immagine, Firenze)
Deyan Sudjic (Design Museum, London)
Carson Chan (writer, Berlin)
Coordinator: Elena Bordignon
Thursday, 24 March 2011, 6pm
VIII. Producing for Exhibiting
James Lingwood (Artangel, London)
Nato Thompson (Creative Time, NYC)
Coordinator: Paola Nicolin
Thursday, 24 February 2011, 6pm
VII. From the Eighties until Tomorrow: The French FRACs
Keynote speaker: Nicolas Bourriaud (Paris)
Alain Quemin (Université Paris-Est)
Eva González-Sancho (FRAC Bourgogne)
Coordinator: Andrea Lissoni
Thursday, 27 January 2011, 6pm
VI. La Kunsthalle più bella del mondo II
Marco De Michelis intervista Carolyn Christov-Bakargiev
Wednesday, 12 January 2011, from 5 to 8pm
V. An Ecology of art
Keynote Speaker: Stefano Baia Curioni (Università Bocconi)
Walter Santagata (Università di Torino)
Pierluigi Sacco (IULM, Milano)
Guido Guerzoni (Università Bocconi)
Angela Vettese (IUAV, Venezia)
Alberto Abruzzese (IULM, Milano)
Coordinator: Luca Martinazzoli
Friday, 17 December 2010, 6pm
IV. P.S.1 and beyond
Alanna Heiss (AIR Air International Radio, NYC)
Coordinator: Paola Nicolin
Saturday, 27 November 2010, 6pm
III. The most beautiful Kunsthalle in the world 1.
Marco De Michelis interviews Hans Ulrich Obrist
Tuesday, 16 November 2010, from 5 to 8pm
II. Art Spaces
Keynote Speaker: Dieter Bogner (Wien)
Andreas Angelidakis (Athens)
Paul Robbrecht, Hilda Daem (Robbrecht en Daem, Gent)
Simona Malvezzi, Wilfried Kuehn (KUEHN MALVEZZI, Berlin)
Frank Boehm (Milano)
Coordinator: Francesco Garutti
Saturday, 23 October 2010, from 5 to 8pm
I. The centres for contemporary art and the European cities
Keynote Speaker: Nikolaus Hirsch (Städelschule/Portikus, Frankfurt)
Beatrix Ruf (Kunsthalle Zürich)
Angela Vettese (Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia)
Coordinator: Filipa Ramos
Estratti delle dichiarazioni rilasciate da Vicente Todoli durante l’intervista-discussione con Marco De Michelis (Fondazione Ratti, Como, 15 settembre 2011)
Il museo è come un ospedale, deve fare ricerca. Se un ospedale facesse ricerca solo sull’influenza tutti gli altri reparti chiuderebbero…
Il pubblico è anche il pubblico che ancora non c’è.
Il consenso non va bene per l’arte. Il consenso lascia fuori gli angoli, che sono i più difficili, ma anche i più interessanti…
Un museo è un’attività, non ha bisogno di un edificio. Oggi invece sembra che il museo sia l’edificio. Sarebbe come dire: questo signore è la valigia che porta con sé.
Bisogna ‘pescare’ con la qualità.
Nell’incontro del 6 ottobre dal titolo: “Kunsthalle e Kunstverein: il modello tedesco (relatori: Stephan Berg, Kunstmuseum Bonn; Nicolaus Schafhausen, Witte de With, Rotterdam e Peter Pakesch, Kunsthaus Graz) ci si è focalizzati sul cosiddetto “audience”.
Già all’inizio degli anni ’80, Martha Rosler osservava che il pubblico – inteso come gruppi di cittadini-soggetti attivamente partecipi – stava appunto venendo sostituito dall’audience’.
“The difference between these two terms”, affermava Rosler, “is easily imagined if you think of a situation like an opera house or a movie theater, where audiences sit passively in a darkened room, rather than situations where people participate in a more active way”. In questo senso, audience definisce quella categoria di ‘consumatori di spettacolo e tempo libero’. Essi non si sentono investiti di una rappresentanza politica, né hanno interesse a promuovere un cambiamento sociale.
Più recentemente, nel contesto di Manifesta 6, Anton Vidokle ha osservato: “Ho l’impressione che ciò che la Rosler iniziava a constatare negli anni ’80, oggi è un fait accompli: mentre l’audience in arte ha assunto proporzioni enormi, il pubblico non esiste più”.
E il Direttore De Michelis recentissimamente a Milano in risposta alla domanda posta alla conferenza “A cosa servono le mostre” (Care Of, Milano; 7-8 ottobre 2011): “Le mostre si fanno per il pubblico, altrimenti non si chiamano mostre. Bisogna investire nel costruire un rapporto con il pubblico locale. Esistono inoltre tanti pubblici: il pubblico virtuale, quello dei social network; molte mostre entrano a far parte del nostro patrimonio cognitivo senza averle mai viste”.
Come accennava Ilaria nella mail, la tematica dell’audience museale ha sicuramente rappresentato uno dei punti cruciali degli ultimi incontri. Trovo che la citazione della Rosler avanzata da Ilaria sia molto significativa e ci possa spingere a riflettere su quale siano le metodologie, le strategie che un centro di arti contemporanee debba mettere in pratica per evitare di cadere nella costruzione di un pubblico passivo. La tematica della partecipazione, difatti, sta diventando sempre più presente nel discorso curatoriale ma bisogna stare attenti a non cadere nella sua retorica. Al riguardo, in un’intervista che feci per la tesi, Francesca Comisso, membro del collettivo curatoriale A.Titolo di Torino, mi disse: “Il termine ‘partecipativo’ va preso con le pinze; non è solo il fatto di partecipare a garantire la bontà del progetto: uno può essere chiamato a partecipare con un’interazione semplificata e passiva (schiacciare un pulsante o mi piace più a o b); questo tipo di partecipazione non è interessante ed è rischiosa in quanto svilisce il contributo del contemplatore ad una serie di azioni precodificate, mentre, se uno si misura in un atteggiamento contemplativo, è libero di assorbire quello che vuole. (…) è necessario lavorare su una partecipazione che chiama in causa anche la responsabilità di chi partecipa, di esprimere un bisogno, orientare un processo, assumendosi anche i rischi e le responsabilità che questo implica rispetto alla produzione.
Inserisco la bibliografia di tre volumi molto interessanti al riguardo:
Claire Bishop, Partecipation, Londra, Whitechapel, 2006.
Francesco De Biase, (a cura di), L’arte dello spettatore. Il pubblico della cultura
tra bisogni, consumi e tendenze, Milano, Franco Angeli, 2008.
John H. Falk, Identity and the Museum Visitor Experience, Left Coast Press, 2009.
Giuste le cose che dice Ilaria. Il museo non è la scatola, direi non è l’insegna, visto che (almeno in italia) i contenuti sono standard mediocri che poco possono rispetto al presente. E in italia non c’è pubblico, quindi serve un nuvo atteggiamente per colmare il vuto tra sistema migliore (questo blog lo evidenzia tale sistema) e pubblico, tra sistema e politica, tra sistema e mass media nazionali…
peccato che a questa serie di incontri si invitino solo quelli che la pensano in un determinato modo, tenendo ben fuori il sig. rossi qualsiasi…che è prima di tutto lo spettatore.
Luca Rossi
Ciao Luca,
gli inviti sono aperti a tutti anzi richiedono la partecipazione attiva di tutti coloro che sono interessati a queste tematiche, indipendentemente dal pensiero. Ciò che conta è il dialogo e il dibattito, lo scambio di idee e di opinioni.
che aria da professorini e professorine… ma l’arte non ha mai avuto bisogno di queste sovrastrutture che ricordano molto di più un partito politico che una serena e creativa rfilessione sui massimi sistemi.
Questo blog è la riprova di quanto l’arte stia diventando ennesima spartizione di risorse protette. Tutto questo formicolio educato di tasti e blibiografie punta proprio ad ottenere la gestione di spazi e strutture. I contenuti, come nella spartizione delle frequenze satellitari, sono solo un riempi-spazio. Si cerca insistentemente l’artista-operatore, il produttore di eventi: è uno schema fortemente televisivo, un format estremamente dannoso per le vere energie dell’arte..
Condivido pienamente. Grazie!
@blog: se volessi dare un contributo? Posso mandare un testo da far leggere a qualcuno?
@Giorgio Pavesi:le sovrastrutture ci possono anche essere, ma sempre con la consapevolezza di quale sia il centro della questione e l’apertura al diverso. Al contrario si perde l’appuntamento con il presente.
luca rossi
addio Luca, entra nel Grande Magazzino di collocamento, Buona fortuna
io cerco di avere un equilibrio, privo di qualsiasi spinta opportunistica. Mi rendo conto che questo può creare problemi nel “paese di porta a porta”.
luchetto rossi