Il LAC

IL FUTURO DEL MUSEO CANTONALE E DEL MUSEO D’ARTE: Il Lac

I due musei di Lugano, il Museo d’Arte e il Museo Cantonale, hanno abituato il pubblico a mostre di qualità. Ora, la città e il Cantone uniscono le forze per il Lac, centro culturale che verrà aperto nel 2013. Costato 120 milioni di euro, conterrà una sala per teatro e concerti da mille posti, un museo con area espositiva di 2.360 metri quadrati, una sala teatrale più piccola e un ristorante. Il Museo d’Arte lascerà Villa Malpensata per trasferirsi al Lac, mentre il Cantonale, pur continuando la programmazione nella sede di via Canova, collaborerà anche alla programmazione del nuovo centro. Le linee guida del Lac saranno improntate alla multidisciplinarità. Bruno Corà, attuale direttore del Museo d’Arte, anticipa: “Alterneremo arti visive, musica di tutti i generi, cinema, sport, fumetto, film d’artista, video, architettura, design, letteratura, moda, gastronomia. Per le mostre d’arte, saranno d’ispirazione capisaldi come When attitude become form di Harald Szeemann e Contemporanea (Roma, 1973).

LUGANO

PARLIAMO DI FONDAZIONI

Pieluigi Sacco su Flash art numero di Novembre 2011.

PS: Il 22 settembre si è svolto a Lugano un importante simposio che riuniva per la prima volta in Ticino le principali fondazioni di erogazione svizzere sotto l’egida del LAC, il futuro centro culturale della città di Lugano che aprirà nel 2013, e di Swiss Foundations, L’associazione delle Fondazioni donatrici svizzere. E’ un’occasione per sperare in un nuovo impegno verso la cultura in un momento così difficile? Come bisogna agire per essere in grado di attrarre risorse per i propri progetti?

Elisa Bortuluzzi Dubac: Le opportunità ci sono, anche in un momento di crisi, ma occorre prestare molta attenzione alla qualità di progetti, che deve essere oggettivamente di altro profilo, e deve produrre una sensibile ricaduta non solo culturale ma possibilmente sociale. Un secondo elemento significativo è la professionalità e la reputazione del richiedente. Un curatore di spicco, un direttore d’orchestra celebre, un critico d’arte prestigioso certificano con la loro presenza la qualità di un progetto. Ma tutto questo non basta. Scrivere una buona richiesta è un’arte che richiede la capacità di coinvolgere emotivamente il lettore e di persuaderlo del potenziale di quanto sta valutando. Per questo occorre curare la forma in primis la scelta di un linguaggio adeguato, coinciso, preciso, pregnante, senza retorica, che comunichi lucidità, capacità di organizzazione e di sintesi; in poche parole: professionalità.

PS: Serve quindi un’elevata professionalità anche nel costruire un budget per un progetto culturale?

EBD: Naturalmente. E’ opportuno procedere in modo chiaro e strutturato secondo uno schema che distingua i costi di pianificazione e progettazione, di realizzazione, per il controllo e finali, che specifichi quali sono le entrate proprie e quelle provenienti da altri partner, che preveda una risorsa ragionevole per costi imprevisti e precisi l’entità della richiesta di finanziamento. Nel budget vanno quantificate tutte le componenti a cui si fa riferimento nella richiesta. Per quanto riguarda le entrate previste, è suggeribile accludere al budget un piano di finanziamento, dal quale emerga quanto denaro ci si aspetta dalla fondazione, se il contributo è in un’unica soluzione o ricorrente, quali ulteriori fonti di finanziamento si sono interpellate e quali contributi sono stati accordati.

PS: Come è possibile quindi sviluppare una relazione con una fondazione erogativa?

EBD: E’ importante costruire fin dall’inizio un rapporto di fiducia. Prima di avviare il contatto, bisogna comprendere le motivazioni che hanno condotto alla creazione della Fondazione, qual è la storia personale dei fondatori e, se ancora in vita, la loro situazione attuale, i loro particolari desideri, esperienze, emozioni, stati d’animo. Lo stesso vale per tutti gli interlocutori rilevanti all’interno della Fondazione. Nella fase realizzativa del progetto, acquistano importanza gli aspetti legati alla comunicazione e allo sviluppo. L’opportunità di un’informazione regolare e continua dipende naturalmente dal contesto dell’iniziativa promossa. Cercare insieme soluzioni soddisfacenti per entrambi può essere molto utile per consolidare la fiducia reciproca e l’abitudine alla collaborazione. Da ultimo la trasparenza nella rendicontazione: Ciò significa che già all’avvio di una mostra, un direttore di museo deve per esempio avere idee molto chiare in merito, in modo da da poter consegnare una relazione finale impeccabile anche nell’ottica della rendicontazione economica.

La Dottoressa Elisa Bortuluzzi Dubach è consulente e docente di Sponsoring e Fondazioni in diverse università in Italia, Svizzera, Germania. E’ autrice dell’opera: Lavorare con le fondazioni: Guida operativa, Franco Angeli, Milano 2009.

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