I cataloghi di mostre in breve

“Se si fa un confronto fra i cataloghi di mostre collettive e personali che hanno segnato, in passato, le tappe fondamentali dei percorsi artistici dell’arte contemporanea e i cataloghi delle mostre attuali, a  tutti i livelli, appare clamoroso lo scarto tra la modestia e la sobrietà editoriale di quelli e il lusso di questi (in termini di spessore, carta patinata, riproduzioni a colori di grande effetto, grafica elaborata, contributi scritti ponderosi, schede tecniche e storiche delle opere, biografie e bibliografie ecc..). Si tratta, senza dubbio, di uno dei segni più evidenti dello sviluppo quantitativo  sempre più consistente del mercato dell’arte e dell’attività espositiva in spazi privati e pubblici, e dell’aumento complessivo del giro d’affari, diretto e indotto, connesso con il sistema dell’arte contemporanea. All’interno di questa categoria di pubblicazioni, si deve fare una distinzione tra vari tipi di cataloghi con differenti funzioni specifiche, oltre che, naturalmente, tenere conto dei differenti livelli di qualità. In linea generale si può definire la seguente tipologia: cataloghi di mostre personali o collettive in gallerie private; cataloghi di mostre monografiche, collettive, a tema, storiche o sull’attualità, in spazi pubblici e in  musei; cataloghi di case d’asta; cataloghi annuali sulle quotazioni del mercato dell’arte contemporanea; cataloghi generali (detti anche ragionati) su tutta l’opera di un artista morto o vivente. […] tutti svolgono, in modo diretto o indiretto, un’essenziale funzione di valorizzazione e promozione della produzione artistica coerente alla logica complessiva del sistema dell’arte, e agli interessi di tutti i suoi attori. Dal punto di vista dell’artista, i cataloghi delle mostre, […], sono strumenti di primaria importanza per la documentazione, la valorizzazione critica  e la legittimazione del proprio lavoro e per la sua divulgazione in un contesto più allargato. […] Un’opera più è <<documentata>>, più è vendibile per il mercante e desiderabile agli occhi dei collezionisti e degli altri potenziali compratori.  Il successo di un’artista si può misurare anche dal numero di cataloghi di prestigio che può esibire, ma questo prestigio non deriva tanto dalla raffinatezza delle pubblicazioni (che non manca mai), quanto piuttosto dal livello d’importanza delle mostre in gallerie e musei di cui sono la documentazione. In questo senso, i cataloghi che contano di più sono quelli delle mostre personali, in particolare quelle retrospettive, nei musei più prestigiosi, che, per la qualità dei testi e la ricchezza delle immagini, si configurano quasi sempre come vere e proprie monografie.”

Francesco Poli, Il sistema dell’arte contemporanea, Laterza, Roma-Bari 1999, pp. 160 – 161.

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